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EDITORIAL / EVENT & FAIR

FIVI 2023 – Il mercato a Bologna

Fivi 2023 | Il Gusto Relativo

Il super-mercato dei Vignaioli Indipendenti

Per la sua dodicesima stagione, il mercato FIVI cambia location e viene ospitato negli spazi di Bologna Fiere. Ma l’importante è che alcune cose, quelle più importanti, non cambino. Impugnato l’immancabile carrello, ci siamo avventurati tra le “corsie” del più grande mercato B2C del settore, facendo sguisciare il nostro bolide tra gli stand di ben 985 vignaioli!

L’ambiente è molto accogliente… fin troppo! Al FIVI si sta sempre bene, e in questi nuovi spazi così ampi e ariosi ci si sente quasi a casa, tanto da non voler andarsene mai

Prima di andare

Qual è il nostro approccio all’evento? Ovviamente, sentimentale. Qual è la nostra strategia? Sinceramente, nessuna.

Certo, abbiamo consultato la lista degli espositori (consultato eh, perché leggerla tutta tutta avrebbe richiesto uno sforzo considerevole! onore a chi ci riesce), individuato a grandi linee alcune tappe da toccare, e chiaramente abbiamo dato uno sguardo in cantina per capire quale fosse il “reparto” che più necessitasse di essere rimpinguato. 

Ma poi, una volta lì… è il cuore che ci guida. E certo, anche il palato.

Di assaggi e acquisti

Qualche settimana fa abbiamo aperto una bottiglia di Timorasso, bottino della precedente edizione del FIVI, e dopo averlo degustato con gusto – perdonate il gioco di parole – Tiziano esclama:

non capisco perchè il timorasso non sia riconosciuto all’unanimità come il miglior vino bianco italiano! 

Spoiler: Tiziano ripeterà questa frase per buona parte della giornata, perchè quest’anno la nostra spesa inizia proprio così: con la ricerca di qualche bel timorasso da portare a casa. 

Fra i tanti assaggi, questi quelli che ci siamo portati a casa:

  • “Derthona” 2021 e “Cleonice” 2021 Colli Tortonesi DOC Timorasso di Azienda Agricola Fiordaliso di Alessandro Bressan
  • Derthona 2021 Colli Tortonesi DOC Timorasso di Francesco Iandolo

L’occasione del FIVI è ghiotta per visitare una regione eroica alla quale viene sempre dedicato troppo poco spazio tra gli scaffali e nelle carte dei vini: la Valle D’Aosta. E ci sbizzarriamo, passando da bianchi a rossi senza soluzione di continuità, per poi concentrare la nostra attenzione (e i nostri acquisti) su alcune delle pietre salde di questa straordinaria porzione italiana:

  • Blanc de Morgex et de la Salle Valle d’Aosta DOC 2022 di Piero Brunet
  • “Le vin de Michel” Chardonnay Valle d’Aosta DOC 2022 e  “Vigne Rovettaz” Petite Arvine Valle d’Aosta DOC 2022 di Grosjean
  • Pinot Noir Valle d’Aosta DOC 2022 e Fumin Valle d’Aosta DOC 2022 “Vigne Rovettaz” di, ancora una volta, Grosjean

Le passioni…

E poi ancora… le passioni. Come quella, profonda, che nutriamo per la Nizza DOCG. Relativamente giovane, si contende lo spazio in una regione affollata, non solo di denominazioni ma anche di filosofie di trasformazione. E nella Nizza l’acidità e la struttura della Barbera, che vi ricordiamo essere l’unica protagonista qua, trovano forme di espressioni impossibili da ignorare. Stavolta, le nostre scelte sono state:

…le scoperte…

Ma noi del Gusto siamo viaggiatori. E quanto ci piacerebbe che si potesse viaggiare dai monti alla costa con la stessa facilità con la quale il mercato FIVI ci permette di andare da nord a sud con un solo calice! 

Ebbene, cogliamo l’occasione e atterriamo in una terra speciale. Ormai l’avete capito, le nostre papille sono avide di sorsi decisi, identitari, di sorsi che parlino e raccontino una storia. E quale vino può narrare meglio di uno ottenuto da vigne plurisecolari (stiamo parlando di 120 – centoventi! – anni di onorato servizio) cresciute su un terreno vulcanico? Probabilmente nessuno… Conosciamo Cantine del Mare e Gennaro, senza tanti fronzoli e con parole schiette, ci presenta le sue Falanghina dei Campi Flegrei. Che ve lo diciamo a fare? È subito amore. E l’amore non lo lasciamo certo fuggire:

  • “Torrefumo” Campi Flegrei DOC Falanghina 2020
  • “Sorbo Bianco” Campi Flegrei DOC Falanghina 2020 (vendemmia tardiva)

…e gli amici

E alla fine di una lunga giornata, dopo tanto vagare, dopo tanti nuovi incontri stupefacenti, si ha anche voglia di rivedere qualche faccia amica. E in fatto di amici abbiamo le idee chiare. Non è la Toscana che ci lega a Thilo di Casanuova, nè l’estro che ci avvicina a Adriano di Bajaj: è il linguaggio comune, quello del vino. Parliamo la stessa lingua, quella del rispetto della terra. Ascoltiamo la stessa musica, quella suonata dalle varietà che sembrano volerci guidare nella strada da percorrere. E ancora una volta, ci sentiamo a casa.

Sono poche le promesse che si ha la certezza matematica di poter mantenere, ma questa è una di quelle: FIVI, ci vediamo l’anno prossimo!

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