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Video degustazione Metodo Classico extra brut 2009 “Tersilio riserva del fondatore” | Marchesi di Montalto

Marchesi di Montalto ed il suo “Tersilio Riserva del fondatore – millesimo 2009”. Un metodo classico che racconta tutta la storia dell’Oltrepò Pavese

Marchesi di Montalto

Siamo nel mezzo dei comuni di Pietra de Giorgi, Cigognola, Broni e Montalto pavese, ed è proprio all’interno di questo piccolo quadrilatero agricolo che incontriamo Marchesi di Montalto, un’azienda che in vent’anni è diventata bivarietale! Riesling Renano e Pinot Nero sono i due pilastri sui quali Marchesi di Montalto ha deciso di investire.

Da nonno Tersilio fino a Gabriele passarono circa trent’anni, un percorso che in campo agronomico non è affatto lungo ma che ha portato l’azienda a completare una scelta strategica che oggi si declina in un numero ricco ed eterogeneo di trasformazioni “bivarietali” di Riesling Renano e Pinot Nero.

Circa un centinaio di ettari vitati, innovazione, un occhio al passato e molta – molta – decisione sull’aspetto ampelografico. Determinati e un po’ strateghi!

Oltrepò Pavese

Questo è uno di quei posti dove i vini li sanno fare. Sì, nell’Oltrepò Pavese sappiate che si bevono degli ottimi vini! Un ventaglio ampelografico molto eterogeneo che spazia dalle varietà autoctone (o molto storiche) come la Croatina fino all’imperiale Riesling, per poi tonare alla Barbera e finire con il Pinot Nero.

Grandi doti spumantistiche, in particolare con metodo classico e spettacolari trasformazioni di Riesling, fanno di questo fazzoletto di terra uno dei centri vitivinicoli più all’avanguardia e organoletticamente qualitativi del territorio italiano. Tuttavia non senza problemi… ma questa non è chiaramente la sede adatta per il moderno “giornalettismo d’inchiesta”. Quindi sotto con l’organolettica.

La degustazione

Il vino scelto per la degustazione è stato il Metodo Classico Pinot Nero Extra Brut millesimo 2009 “Tersilio Riserva del fondatore”. Centoventi mesi sui lieviti, un omaggio a Tersilio – il fondatore, appunto – il Pinot Nero per assegnargli struttura e precisione organolettica, 3 g/l di residuo per una buona mineralità… ed il resto lo fanno la passione ed il palato!

Un occhio spumoso, abbastanza fine e di buon persistenza completano l’analisi visiva di questo vino dall’aspetto già elegante grazie al suo giallo – quasi – dorato. Autentico!

Il naso esprime “famiglie eleganti” mai banali, di fragranza ma anche di pasticceria! Così l’olfazione viene pervasa da sensazioni di pan di spagna bagnato, un sottile anice ed una nota brown che richiama un vanigliato alla cannella. Cioccolato bianco e pera lo rendono ancora più dinamico, arricchendone, ovviamente, la complessità olfattiva, la quale conclude la propria “opera prima” con note di banana essiccata ed un arachide salato. Senza dubbio alcuno: complesso!!!

La degustazione continua con un sorso bello, accogliente e spumoso. Un perlage che manifesta tutta la sua eleganza laddove serve davvero: in bocca! Sapore e freschezza a far da guardia al gusto che si arricchisce di questo leggero “tatto infarinato” che completa il gusto creando, così, un bel legame tra la bocca ed il naso.

Abbinatelo con un guancia di maiale arricchita da una riduzione di prugne.

 

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