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Video Degustazione | Ormeasco di Pornassio 2017 superiore – Tenuta Maffone

Viticultura eroica, valorizzazione dei propri vigneti centenari, impianti prefillossera e caratterizzazione dell’autoctonicità. Questo ed altro è Tenuta Maffone.

Siamo nell’alta valle dell’Arroscia, in provincia di Imperia, il comune è Pieve di Teco, la cantina porta il nome di Tenuta Maffone. Nasce del 2009 quando il titolare, Bruno, decide di lasciare il suo lavoro per dedicarsi alla terra, a quel lembo di terra “estrema” che possedeva una ricchezza intrinseca, forse, ancora inesplorata.

Da quel 2009 Bruno e la moglie Eliana si dedicano a pieno regime alla loro attività di viticultori estremi, trasformando i loro vitigni indigeni da vigneti centenari prefillossera ed in condizioni al limite.

Uno scenario pedoclimatico diverso dalla più conosciuta Liguria, perché Maffone si trova tra i 500 ed i 700 mslm, all’interno di un microclima boschivo e di montagna piuttosto che costiero!

A questo si aggiunge un’attenzione alla biodiversità che traccia quella che è la filosofia dei coniugi Maffone: riduzione al minimo dei trattamenti chimici; condizione, facilitata dalla potente ventilazione e dall’irraggiamento solare costante e ben esposto.

l’Ormeasco

Spesso non troverete il nome di questo vitigno tra i libri di ampelografia perché Lui è un Dolcetto… Il Dolcetto Ligure. Sinonimo ufficiale ed è considerato a tutti gli effetti la stessa varietà di quella Piemontese.

Non potevo non portarvi in degustazione un vino del genere, trasformato da un vitigno che adoro! Un vitigno che dà delle trasformazioni eccellenti, la cui parola chiave, per quanto mi riguarda, è croccantezza. Ogni volta che ho degustato questo vitigno ne sono rimasto sempre folgorato!!

l’Ormeasco di Pornassio 2017 di Tenuta Maffone

Un granato acceso dalle antocianine viola tipiche dell’Ormeasco. Spinge la sua puntina vinosa con una dolcissima prugna. Combo tra balsamicità (quindi olfattiva pungente) e cuoio (quindi olfattiva tenue e morbida) che genera una verticalità elegante, da campione. La sua complessità, però, va oltre perché aggiunge all’olfazione un accenno del profumo di mare della sua regione (iodio), un tocco amaro di cacao ed un richiamo alle sue origini con un’aria alpina che ricorda il legno bruciato.

Robusto, con un’acidità dal tatto nevoso e dalla moderata freschezza. Un tannino semi dolce con il suo tratto distintivo: croccante.

La degustazione

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