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REVIEW

La Fattoria Petriolo

ITEN

Valutare prodotti, ormai, “livellati” dai vari disciplinari e consorzi diventa veramente difficile o più che altro ridondante convergente, spesso, alla nausea! Per chi produce questi prodotti però la “garanzia del nome”, certificata, come si è intuito, solo grazie al consorzio ripaga l’immobilismo (su tutti i fronti). Si potrebbe obiettare sostenendo che “l’immobilismo certificato dai consorzi” sia sinonimo di tradizione ed autoctonicità e che queste ultime basterebbero per l’antitesi, la quale, forte delle due proprietà suddette, avrebbe abbastanza peso per far pendere la bilancia dalla propria parte! Certo, la bilancia penderà pure dalla parte “dell’antitesi” ma spesso la “tesi” suggerisce una proprietà che sempre più, oggi, si assottiglia… la ricerca! Tradizione, storia, ed autoctonicità sono sicuramente imprescindibili ma ricercare e sperimentare, trovando energie nuove e “menti più libere” potrebbe arricchire e forse anche sostenere (nel caso ce ne sia bisogno ma ovviamente si spera che non ce ne sia mai…) la tradizione! Cosa vuol dire tutto questo…? Boh!! Probabilmente vuol dire nulla o probabilmente, come non capita spesso, c’è qualcuno che vede cose che non vedono gli altri!

Pazzi…? Forse! Miopi…? Non ancora – o non ancora certificati! In entrambi i casi, però, per chi soffre di queste due deficienze, in un momento di lucidità, osservare parte della realtà può diventare un’esperienza entusiasmante…

Parte di questa realtà si apprezza bene quando si incontrano professionisti come Fattoria Petriolo.
Freschezza, giovinezza, capacità imprenditoriale, marketing e buona preparazione. Sono questi i caratteri distintivi della Fattoria Petriolo o perlomeno quelli che MD ha potuto apprezzare. Conoscere (per quanto possibile) un produttore di vini come Fattoria Petriolo mette in luce proprio quelle energie nuove e “menti libere” che possono ri-equilibrare la bilancia! Produttori di vini che certamente non hanno meno di altri, anzi caratterizzano i loro prodotti rendendoli unici. L’unicità però spesso è sinonimo di solitudine ma se la solitudine produce “bottiglie” come il Venato e il Chianti Petriolo Riserva… viva la solitudine! Bottiglia non vuol dire solo vino (certo soprattutto…) ma vuol dire anche tutto ciò che “abbraccia” quel vino e Fattoria Petriolo ha accompagnato i suoi vini (in particolare i sopra citati ed il Chianti Petriolo) con una veste unica, semplice e creativa che rende le tre bottiglie gradevoli non solo al palato. Tre etichette disegnate con una semplicità disarmante tanto che riescono a raccontare la tradizione, il vino e la terra di Fattoria Petriolo prima ancora di aprire le bottiglie… “menti libere” e freschezza! Ancora una volta si sottolinea il fatto che parlare e giudicare di prodotti ormai livellati (più o meno) diventa stucchevole ma siccome il “gusto è relativo” se proprio volete giudicare non lasciatevelo dire… e se passate dalle parti di Rignano sull’Arno fate un giro alla Fattoria Petriolo e siate voi stessi a dirlo! In tutti i modi, se proprio non resistete alla curiosità potete continuare nella lettura altrimenti buona scampagnata!

Fattoria Petriolo ha inviato a MD, tramite la rubrica Barter (Baratto), quattro dei suoi vini: il Chianti Petriolo, il Chianti Petriolo Riserva, il Petriolo Stemmi – Chianti e il Venato. MDli ha degustati e come è consuetudine per MD il giudizio è tanto relativo quanto sincero. Dunque, in ordine di gradimento:

Venato: Presenta un colore rosso intenso dalla buona densità e scende con dolcezza nel bicchiere. L’odore argilloso si sposa perfettamente con la tinta cromatica e introduce il vino presentandolo con caratteristiche gustative presumibilmente dure e convergenti ai tannini. L’esame gustativo, poi, mette in luce caratteristiche, forse, no troppo attese anzitutto il bilanciamento dei duri è lievemente a favore degli acidi e la bevibilità rimane molto buona.

Chianti Petriolo Riserva: Rosso meno intenso e denso del Venato. La percezione olfattiva ricorda quella di un odore erbaceo ed anche in questo caso un sentore sabbioso lo caratterizza. L’esame gustativo evidenzia un buon bilanciamento dei duri (acidi e tannini).

Petriolo Stemmi – Chianti: Soffice abbastanza preciso in bocca e buon bilanciamento dei duri. L’esame olfattivo porta alla luce un gradevole sentore di ciliegia.

Chianti Petriolo: E’ quello che ci ha convito di meno e il giudizio non è molto positivo. Impreciso e poco decifrabile.

Fattoria Petriolo has sent to MD, through the “Barter column”, four of its bottles of wine: Chianti Petriolo, Chianti Petriolo Riserva, Petriolo Stemmi – Chianti and Venato. MD has tasted them, giving an honest opinion. Therefore, in order of appreciation:

Venato: It has a deep intensive red color with a good density and it descends gently in the glass. The smell is clay and it match perfectly with the tint color. The wine presents a strong taste characteristic, converging to tannins. The tasting, than, highlights other characteristics, as well as the balance of hard in favor of acids. It has a very good drinkability.

Chianti Petriolo Riserva: Its red color is less intensive and dense compared to Venato.
The sense of smell reminds to grassy and it possible to perceive the sandy. The wine highlight a good balance of hard and acids (acids and tannins).

Petriolo Stemmi – Chianti: It is soft and enough well-defined in the mouth with a good balance of hard. The olfactory unearths a pleasant cherry felling.

Chianti Petriolo: It is the wine that we have less convinced and the judgment is not very positive. The wine smell is not accurate and decipherable.

 

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