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REVIEW

Il Novello di Cantina delle Colline Pisane

Conoscete la proprietà di concretezza…? No…? Allora state a sentire perché oggi verrà dimostrata. Completezza e correttezza, le due discendenti della concretezza, generalmente si dimostrano per induzione che sia numerica o strutturale poco importa ma ciò che sicuramente vale sono le dimostrazioni delle suddette proprietà che, appunto, sfruttano un tipo di induzione per “dimostrarsi”. Per la proprietà di concretezza, però, le cose cambiano… Indurre sulla struttura o sulla quantità numerica che “un’atomicità” può assumere sarebbe tempo perso e considerando la pigrizia del genere umano il lettore si addormenterà prima a ancora di aver letto… risultato dal quale sarebbe meglio sottrarsi.

Il preambolo è risultato incomprensibile…? Non preoccupatevi, l’incomprensione è l’antitesi della pigrizia ed ora che siete “meno prigri”, la dimostrazione risulterà totalmente comprensibile! Per esserlo (comprensibile) bisogna, però, introdurre un nuovo metodo induttivo, quello storico! L’induzione storica risolve e dimostra la proprietà di concretezza e lo fà partendo dall’XI secolo dalla Repubblica Pisana.

Adesso, invece, come “indurre”…? Da cosa partire…? Per esempio da Pisa, dalla gente, dalla storia e dalle colline, quelle colline che oggi (anzi dal 1961) issano alta la bandiera con lo stemma della croce pisana. Beh… forse un po’ eccessivo… un bel po’… ma l’immaginazione non è mai troppa e così MD si è immaginato il passo induttivo che dimostra la proprietà di concretezza, quella che caratterizza la Cantina delle colline Pisane.

La cooperativa nasce nel 1961 (da 11 viticoltori) con l’idea di raccogliere e aggregare le produzioni vitivinicole nella zona di Pisa e ad oggi conta più di 100 produttori della zona del pisano preferendo ai “grappoli internazionali” le bacche autoctone caratteristiche della Toscana. L’obiettivo della cooperativa, anche se oggi si è un po’ dissipato per merito di una domanda che ha saputo, sicuramente, affinare il suo palato, era (e, appunto, in parte lo è) il vino Novello!
Si diceva: «A San Martino ogni mosto è fatto vino!». Cosa c’entra la filastrocca…? Un bel niente (però è carina)! Tanto per chiarire che il Novello non ha nulla a che fare con il “vino nuovo” – ammesso che la definizione di vino nuovo esista. La cooperativa delle colline Pisane in 53 anni ha saputo rinnovarsi e puntare (anche con un pizzico di fortuna) sulla carta vincente, trasformandosi da “fiaschetteria” ad azienda produttrice di vini con un mercato nazionale ed internazionale (circa il 30% della produzione è riservata al mercato estero – Germania, Belgio, Scandinavia, UK, Cina) assai ampio. Oggi la trasformazione prevede circa venti etichette che soddisfano ogni palato ed ogni “tasca”, dal “Novello di Toscana IGT“, passando per il tradizionale Chianti “Vigore DOCG” fino a vini più strutturati come il Chianti riserva “Ricordo DOCG” ed il selezionato

“Pensiero IGT” oltre che un tradizionale Vin Santo DOC “San Torpè” trasformato con uve Trebbiano – 75% e Malvasia bianca – 25%. Bianchi, per altro, che possono vantare un antenato d’eccezione: Il “bianco pisano di San Torpè“; bianco dal nome lungo quanto lunga ed affascinante è la storia che lo firma e lo vede, in qualche senso, protagonista sin dal 1763.

Un ambiente umile, senza pretese e dall’accoglienza calorosissima che vuole soddisfare ogni tipo di richiesta puntando certamente alla quantità e parallelamente, con qualche prodotto selezionato, alla qualità.

Cantina delle colline Pisane ha inviato a MD 3 etichette per un totale di 9 bottiglie oltre che offerto una degustazione in cantina e questa è la sintesi, in ordine di preferenza, che come sempre è tanto relativa quanto sincera.

Ricordo Chianti Riserva 2007 DOCG: È quello che presenta più particolarità e che ci ha stupito maggiormente (forse troppo per essere comunque un Chianti). Rosso “farinoso” tendente al granato che mette subito in guarda il palato di chi lo vuole assaggiare. Dal profumo “tostato” quasi caramellato. Leggermente tannico, non troppo asciutto e dal retrogusto persistente che ricorda un passito. Vino veramente particolare. Appassito!

Pensiero 2003 IGT: Rosso rubino carico che nonostante l’età non “sbiadisce”. Profumo elegante leggermente vanigliato e non ingombrante. Al palato risulta estremamente morbido con tannini ben bilanciati e non aggressivi, una sorpresa per un vino di 11 anni. Longevo!

Ricordo Chianti Riserva 2007 DOCG: This one presents more peculiarity than otherwines and it has surprised mainly us (maybe too much for a Chianti).It is a “floury” red wine that tending to ruby red.  It immediately puts your palate on the watch. Thearoma is “toastedLightly tannic,not too much dry and with a persistent aftertaste that remember to a passito. Awine very particulary. Blased!

Pensiero 2003 IGT: A deep ruby redwine that althoughThe elegantaroma is lightly vaniliato and not too crowed. At palate it results extremely  soft with a good balance of tannins. For 11years old wine, it has been a good surprise. Long-lived!

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