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INTERVIEW

Intervista con Valdonica

Intervista Fattoria Valdonica | Il Gusto Relativo

Una realtà giovane ma con le idee chiare: agricoltura biologica, vitigni autoctoni, legame con il territorio. Scopriamo Valdonica.

Ci racconta, in breve, la storia della vostra azienda?

Valdonica è nata nel 2007 per volere di Martin Kerres, pediatra austriaco che qui, nell’alta Maremma, ha trovato la sua seconda casa. Nel 2009 la costruzione della cantina e l’impianto dei primi 8 ettari di vigneto e nei successivi 2017, 2018 e 2020 l’azienda ha ampliato la superficie vitata raggiungendo i 15 ettari.

L’azienda è certificata biologica dal 2012, ma la sua unicità risiede nell’aver impiantato i suoi vigneti su terreni vergini, mai sfruttati dall’agricoltura convenzionale. Qui produciamo vini bianchi, rossi e rosati solo da vitigni autoctoni della zona. Attualmente le etichette in commercio sono 8.

Il significato del vostro logo aziendale?

Il logo di Valdonica ha la forma di un’onda dal doppio significato: un’onda per il disegno delle colline metallifere su cui affondano le radici delle nostre viti e un’onda che raffigura il Mar Tirreno a pochissimi chilometri e che, con la sua vicinanza, influenza moltissimo le nostre annate. Questa onda rappresenta il nostro territorio.

Quali sono i vini che rappresentano meglio la vostra azienda?

I vini che più ci rappresentano sono il Ballarino, un vermentino macerato affinato per 12 mesi in tonneau nuovo e il Ciliegiolo in purezza con quasi 2 anni di affinamento in tonneau. Attualmente siamo in grado di produrre 60mila bottiglie.

“L’abito non fa il monaco, ma…” crede che la veste con cui presenta i suoi prodotti giochi un ruolo fondamentale?

La scelta nel disegno delle nostre etichette riprende l’onda simbolo di Valdonica in una cornice elegante ma al tempo stesso essenziale, spartana. Crediamo che sia la forma particolare della bottiglia, diversa da quelle che siamo abituati a vedere nelle altre cantine, ad attirare lo sguardo del potenziale cliente e ad esprimere al meglio l’unicità dei nostri vini.

Qual é stata l’annata migliore per i vostri vini?

Ogni annata racconta una storia diversa; anche le meno generose riescono comunque ad offrirci almeno un vino che svetta sugli altri. Ricordiamo con piacere l’annata 2017 che, nonostante molte insidie come la gelata tardiva e la siccità prolungata estiva, ci ha regalato vini da primato in quasi tutte le nostre etichette.

Cosa direbbe ai giovani per avvicinarli al mondo della vitivinicoltura? Crede che il mondo del vino, debba “svecchiarsi”?

Crediamo che il susseguirsi di persone nuove che prendono il posto della cosiddetta “vecchia guardia” sia un processo naturale e fisiologico. Ai giovani diciamo: non risparmiatevi, non guardate alle ore di lavoro in più, allo stipendio che non è all’altezza del vostro titolo di studio, concentratevi su ciò che vi viene chiesto, fatevi domande, cercate soluzioni alternative, imparate quanto più possibile da chi è sopra di voi e non solo; anche il comune operaio agricolo ha tanta esperienza da raccontarvi e per voi sarà una crescita costante. E infine cercate di fare esperienze all’estero prima di accasarvi in qualche cantina nostrana.

In che percentuali lavorate sul mercato italiano ed estero?

Valdonica opera per oltre il 95% nei mercati esteri, più o meno in tutto il mondo. Il mercato italiano è sempre stato molto difficile ma attualmente stiamo cercando di entrare in maniera più concreta nel mercato nazionale.

Cosa pensa dei critici e dei giudizi delle guide?

Qui si apre un mondo molto variegato, soprattutto per i critici; lo stesso vino viene valutato in modo anche assai diverso dall’uno o dall’altro critico. Sia le guide sia il giudizio dei critici sono comunque un ottimo meccanismo che ha il cliente per selezionare il vino che cerca.

Cosa pensa del biologico e biodinamico?

Valdonica è certificata biologica fin dalla nascita e in più i suoi vigneti sono stati impiantati su suolo vergine, lontano da qualsiasi forma di contaminazione passata. Questa è la principale differenza con le altre aziende convertite al biologico ma con un passato da agricoltura convenzionale: la possibilità di residui nel terreno.

Il tappo: La scelta del sughero è fondamentale per il mantenimento del vino, voi che sugheri usate?

Per chiudere le bottiglie dei vini più semplici usiamo un tappo sintetico mentre per i vini di fascia alta rimaniamo sul sughero. Per il momento non abbiamo mai avuto problemi con il nostro fornitore. Il nostro tappo è un monopezzo.

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