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INTERVIEW

Intervista con La Querce

1) Ci racconta, in breve, la storia della vostra azienda? L’azienda agricola La Querce viene acquistata da Gino Marchi nel 1960 dalla famiglia Paoletti insieme alla villa Quattrocentesca che è al centro dell’azienda stessa. Da subito vennero impiantati nuovi vigneti e dall’annata 1964 venne imbottigliato il primo vino La Querce. Dal 1980 Massimo Marchi figlio di Gino conduce l’azienda con la collaborazione negli ultimi trenta anni di Marco Ferretti. Dal 1999 si è iniziato un reimpianto dei vigneti terminato nel 2010 con l’utilizzo di nuovi cloni selezionati per la produzione di uve di alta qualità.

2) Il significato del vostro logo aziendale? il logo è il nostro nome La Querce. L’azienda deve il suo nome ad una enorme albero che ombreggiava la cappella accanto alla villa, era così grande che per abbracciarla servivano tre uomini ed un bambino. La Querce fu abbattuta dai Nazisti quando al momento della ritirata nel 1944 volevano bloccare la strada ma l’albero cadde sui terreni e lasciò libera la strada che collegava Impruneta a Firenze.

3) Quali sono i vini che rappresentano meglio la vostra azienda? A quanto ammonta la vostra produzione annua? Ogni nostro vino nasce da un’idea di cosa vorremmo portare nel bicchiere, certamente il vino La Querce è quello per cui lavoriamo con più determinazione. Il Chianti Sorrettole è così il vino fresco e fruttato che si fa facilmente bere mentre il Chianti Colli Fiorentini La Torretta è un vino con profumi più ampi e per molti più passionale. Negli ultimi anni abbiamo poi iniziato ad imbottigliare vini varietali così abbiamo prodotto M un merlot in purezza, Dama Rosa un canaiolo passito, Rosa di Maggio un rosato di sangiovese e per ultimo Belrosso un canaiolo fresco. Dai nostri otto ettari di vigneto imbottigliamo circa 35.000 bottiglie fra tutte le nostre etichette.

4) “L’abito non fa il monaco, ma …” crede che la veste con cui presenta i suoi prodotti giochi un ruolo fondamentale? Le nostre etichette sono tradizionali, vorremmo esprimessero eleganza ma in fin dei conti crediamo che parli meglio il vino che è nella bottiglia.

5) Qual è stata l’annata migliore per i vostri vini? Fra gli ultimi anni direi che l’annata 2011 è stata veramente buona, i vini che sono stati prodotti, tutti molto intensi, hanno anche una grande longevità

6) Cosa direbbe ai giovani per avvicinarli al mondo della vitivinicoltura? Crede che il mondo del vino, debba “svecchiarsi”? Noi siamo stati sempre aperti ai giovani, in fin dei conti il proprietario Massimo Marchi ha affidato l’azienda a Marco Ferretti quando lui aveva meno di trenta anni. Anche gli operai che hanno iniziato a lavorare in azienda da giovani, oggi abbiamo ne abbiamo uno di 19 anni che forse è quello con più passione.

7) La sua azienda in che percentuali lavora sul mercato italiano ed estero? In questo momento vendiamo circa il 70 % dei nostri vini all’estero.

8) Cosa pensa dei critici e dei giudizi delle guide? Sono sempre un confronto che ci interessa sia quando possono premiare il nostro lavoro sia quando invece i nostri vini non piacciono.

9) Cosa pensa del biologico e biodinamico? Dopo alcune annate di un controllo accurato dell’utilizzo dei prodotti chimici da quest’anno abbiamo iniziato la conversione al biologico per una certificazione che in fin dei conti avremmo potuto richiedere già prima.

10) Il tappo: La scelta del sughero è fondamentale per il mantenimento del vino, voi che sugheri usate? Il sughero è stato per noi l’unica chiusura che abbiamo utilizzato. Certo non è così facile scegliere un buon tappo di sughero, cerchiamo di avere diversi fornitori così da avere una chance in più.

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