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INTERVIEW

Intervista con Casa di Monte

1) Ci racconta in breve la storia della vostra azienda?
Angelo Oreste Simoncini nato a Montespertoli (Firenze) nel 1872 inizia la Sua attività di agricoltore alla fine dell’800 come produttore di paglia da cappelli e, con l’ausilio di una sessantina di lavoratrici stagionali, trasforma la paglia in treccia per la fabbricazione del “cappello di Firenze” conosciuto in tutto il mondo.
Utilizza inizialmente un piccolo terreno di proprietà oltre ad appezzamenti in affitto per la “semina della paglia”.Il 5 luglio 1912 acquista i fabbricati in località “Casa di Monte” a Montespertoli con circa 10 ettari di terreno, oggi costituenti il centro aziendale. Il corpo principale è costituito da una torre di avvistamento dell’anno 1000, ampliata tra il 1300 e il 1700 e adibita ad abitazioni rurali. Nel 1924 cessa la produzione della paglia da cappelli per l’arrivo sul mercato di prodotti concorrenti provenienti dall’Asia.L’Azienda Agricola sostituisce così la coltura di cereali con nuovi impianti di viti ed olivi. Nello stesso anno acquista altri terreni adiacenti al corpo originario. Nel 1973 l’azienda passa per successione testamentaria agli attuali proprietari che iniziano così una conduzione diretto-coltivatrice. Tra il 1997 ed 1999 la proprietà si estende su una superficie di 54 ettari con uno spiccato indirizzo viticolo tipico del Chianti.

Nel 2000 si costituisce l’Azienda agricola Casa di Monte con un suo marchio che contraddistingue i prodotti e l’agriturismo.

Nel 2002 l’ azienda acquisisce 21 ettari di terreno in località “Le Capitozze” nel Comune di S. Casciano Val di Pesa, zona di produzione del vino Chianti Classico Docg.

Ad oggi l’ azienda si compone complessivamente di 80 ettari di terreno in proprietà di cui ettari 35, 5 a vigneto per la produzione di vini rossi e bianchi Igt e vini Chianti, Chianti Montespertoli e Chianti Classico Docg e 7 ettari di oliveto specializzato per la produzione di olio extra vergine di oliva. L’olivete dell’azienda agricola Casa di Monte si trovano in parte nel territorio del Chianti a Montespertoli ed in parte nel territorio del Chianti Classico a S. Casciano in Val di Pesa. La produttività delle piante è bassa, fra 1,5 e 2 litri a pianta, questo per l’altitudine delle olivete e la natura del terreno ma l’olio che se ne ottiene è di superba qualità ed aroma. L’eccellenza dell’olio prodotto è rappresentata dal Laudemio, una selezione ottenuta dalle olive prodotte nell’oliveta in località “Le Capitozze”, a San Casciano in Val di Pesa.

Superficie aziendale complessiva 80 ettari con la suddivisione colturale così come di seguito:

Ettari 35, 5 a vigneto specializzato di cui: Chianti Classico D.O.C.G. ettari 3, 5, Chianti D.O.C.G. ettari 17, 5, Chianti Montespertoli D.O.C.G. ettari 1, 5 e I.G.T. Toscano ettari 13.
Ettari 7 ad oliveto specializzato.
Ettari 12 a seminativo.
Ettari 16 bosco ceduo.
Ettari 9, 5 tare ed incolti.

2) Il significato del vostro logo aziendale?
Il punto rosso della casa in sommità delle colline, il nome Casa di Monte è il toponimo catastale del centro aziendale già dal 1860.

3) Quali sono i vini che rappresentano meglio la vostra azienda? A quanto ammonta la vostra produzione annua?
I vini più significativi della produzione aziendale sono:

Chianti Docg
Chianti Montespertoli Docg
Chianti Classico Docg
Super Tuscan ” Laureo” e “Robbia”

La produzione annua dell’ azienda è di hl 2500.

4) “L’abito non fa il monaco, ma …” crede che la veste con cui presenta i suoi prodotti giochi un ruolo fondamentale?
Abbiamo dedicato particolare attenzione a tutte le etichette ed al packaging dei prodotti aziendali affidando ad un’ unica persona tale compito in modo tale da avere un’ unica idea sul progetto grafico.
La veste grafica sicuramente non riveste un ruolo fondamentale ma senz’ altro significativo.

5) Qual é stata l’annata migliore per i vostri vini?
In assoluto l’ annata migliore dell’ ultimo decennio è stata il 2007.

6) Cosa direbbe ai giovani per avvicinarli al mondo della vitivinicoltura? Crede che il mondo del vino, debba “svecchiarsi”?
Il mondo della vitivinicoltura, come del resto tutti i settori produttivi, necessitano di molta passione ed anche di ricambio generazionale.
La nostra azienda è condotta dalla nostra famiglia da 5 generazioni ed attualmente condotta dalla più giovane.

7) La sua azienda in che percentuali lavora sul mercato italiano ed estero?
50% e 50%.

8) Progetti futuri?
Incrementare il collocamento della produzione aziendale sui mercati esteri.

9) Cosa pensa dei critici e dei giudizi delle guide?
L’ esperienza della nostra azienda è sicuramente positiva verso critici e guide del settore anche se talvolta non sono a pieno condivisibili.

10) Cosa pensa del biologico e biodinamico?
Tali metodi di conduzione aziendale li ritengo non idonei a dimensioni medio-grandi e perché la differenza dei prezzi di vendita fra prodotti provenienti da agricoltura convenzionale e da agricoltura bio non è tale da giustificare i maggiori costi di produzione.
La nostra azienda aderisce da 40 anni al progetto di agricoltura integrata o produzione integrata, questo è un sistema agricolo di produzione a basso impatto ambientale, in quanto prevede l’uso coordinato e razionale di tutti i fattori della produzione allo scopo di ridurre al minimo il ricorso a mezzi tecnici che hanno un impatto sull’ambiente o sulla salute dei consumatori.

11) Crede che tutte le aziende (regolamentate da un disciplinare per uno o più etichette che producono) rispettino, alla lettera, il disciplinare?
La nostra azienda, avendo principalmente prodotti IGP, DOC e DOCG, ha continui controlli in campo e nella fase della trasformazione e del confezionamento che garantiscono i nostri prodotti in linea con i disciplinari di produzione.
Delle altre aziende non abbiamo elementi per esprimerci.

13) Il tappo. La scelta del sughero è fondamentale per il mantenimento del vino, voi che sugheri usate?
La scelta del sughero è fondamentale per i vini a medio e lungo invecchiamento e la nostra azienda a scelto sugheri naturali.

14) Basandosi sul rapporto qualità prezzo, ci confiderebbe un vino, che lei ha assaggiato, sopravalutato e un altro sottovalutato?
Lascio questo giudizio, forse più obbiettivo, a consumatori finali.

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