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Copertina PrimAnteprima 2020

Un insieme di consorzi Toscani che aprono il periodo delle anteprime senza far rimpiangere troppo i grandi nomi ed i grandi consorzi. Bravi!

Prima Anteprima 2020

Il trittico delle anteprime toscane inizia con la PrimAnteprima, un evento rivolto verso i soli addetti ai lavori, ben organizzato ed ordinato.

Vini quotidiani ma con qualche piccola chicca presa da un consorzio piuttosto che un altro. I consorzi presenti a questo evento sono stati: Carmignano, Chianti Rufina, Colline Lucchesi, Maremma Toscana, Montecucco, Orcia, Terre di Pisa e Valdarno di Sopra.

Tutti con le proprie peculiarità e la propria storia ma sopratutto pieni di produttori che hanno voglia di manifestare una bravura ed una passione tutta personale senza l’ausilio di un forte marketing alle spalle o di una storia centenaria. Bravi!

Tra i vari assaggi fatti si è potuto prendere atto di trasformazioni spinte, volontà nella sperimentazione e capacità di interpretare non solo il territorio ma anche il gusto che non sempre deve livellarsi al palato del più forte.

Tra i produttori ed i vini assaggiati la proposta è quella che segue.

I vini della PrimAnteprima

Colline di Bordocheo – COLLINE LUCCHESI

Bianco dell’Oca 2018
Chardonnay 50%, Vermentino 45%, Traminer 5%

Un naso molto elegante che ricorda la rigidità del Riesling con un idrocarburo presente. Si veste bene, poi, con una putina di farina, mandorla, una graziosa sensazione dolce di sambuco contrastata dalla nota più amara dell’alloro e sul finire una frizzantezza legata al mandarino! Naso eccellente. In bocca si beve e si rende complesso, elegante ed equilibrato, piacevole e strutturato. Bel vino!

Migliarina – VAL D’ARNO DI SOPRA

Trebbiano Macerato 2018
Trebbiano 100%

Che bella macerazione! Al naso presenta una eleganza decisa: banana essiccata, caramellina menta, anice (il ricordo del brigidino toscano) con un accenno glicerico per addensare un po’ il naso. In bocca è bello teso, fitto e piacevolmente farinoso, caratteristica che lo rende lievemente astringente. Esce con una retrolfattiva leggermente fumé.

Azienda Vitivinicola le Buche – VAL D’ORCIA

Coreno – Vigna Vecchia
Trebbiano 80% Malvasia 20%

Il naso è molto nordico. Idrocarburo, fico bianco ed un’acidità che richiama la mela verde. Un biscotto burroso lo rendono più mediterraneo ed ancor più elegante. Bellissimo naso! Una bocca dal tatto morbido, una gradevole freschezza che aiuta la bevibilità ed una leggera retrolfattiva di burro. Ottima trasformazione.

A pranzo con un amico

Questa anteprima, però, non è stata solo all’insegna di degustazioni “apatiche” ma anche (e sopratutto) la possibilità di salutare un caro amico de Il Gusto Relativo: Antonio Arrighi.

Antonio ha deciso di presentare il suo nuovo progetto (ormai già al secondo anno di sperimentazione): “il vino marino”. Nominato Nesos, questo vino è stato trasformato con uve che hanno sostato per 5 gg in mare ad una profondità di 10mt sotto le acque del Mediterraneo.

Non si elencheranno tutte le pratiche tecniche, storiche, filosofiche o scientifiche che hanno dato genesi a questo esperimento diventato realtà, piuttosto è bello soffermarsi sulla genialità, sul vedere oltre, andare fuori gli schemi, partire da un principio molto semplice, insegnatoci da Galileo tanti – molti – anni orsono: osservare!

Siamo seduti su una miniera d’oro ma non ne riusciamo a tirar fuori nulla.

Prof. Attilio Scienza

Ebbene, Antonio è uno che osserva, è una persona che non si pone limiti, fisici o mentali, la sua grande forza sportiva e lavorativa, forse, in questo lo aiutano ma più di ogni altro produttore che ho conosciuto lui è attrattivo! Sentir parlare Antonio, vedere una luce passionaria nei suoi occhi, la brillantezza e la lucidità di una forza sia fisica che mentale, degustare il prodotto della sua ricerca, a tratti spasmodica, va oltre la degustazione, va oltre, sinceramente, anche il vino!

Beh se oggi dovessi sceglier un gladiatore su cui puntare, non avrei dubbi, Antonio è il nostro Massimo Decimo Meridio. Il suo Nesos non è solo un vino è un percorso sorico-scientifico che pochi produttori al mondo hanno fatto. Quando parlo di pochi produttori, parlo di pochi… pochissimi…! Tanto che per incontrarne un altro bisogna arrivare sopra i duemila metri m s.l.m. in Armenia!

Non a caso cito l’Armenia perché le relazioni tra questa terra ed il Nesos di Antonio sono più vive che mai! Dovrei parlarne in un articolo dedicato ma posso garantirvi che ci sarà più di una occasione per re-incontrare Antonio. Gli amici sono sempre amici!

Eppure queste pagine raccontano “il gusto”, quello relativo, ed anche se ad Antonio piacerà poco, non posso non raccontarvi del suo vino, non posso fermarmi a filosofeggiare senza avervi stimolato, almeno un po’, le vostre papille gustative la vostra curiosità e quindi…

Il Nesos di Antonio Arrighi: la genesi del vino

Il campione degustato è del 2018, trasformato con Ansonica lasciata riposare a 10mt di profondità sotto le acqua dell’isola d’Elba, nei pressi del comune di Porto Azzurro.

Il vino si presenta di colore paglierino con riflessi dorati, una bianca trasparenza ed una brillantezza leggermente opacizzata. Una cromaticità che vuole già raccontare!

Il naso è una bomba!! Importante presenza di esteri, mix di sali minerali che rendono l’olfattiva più piccata, gomma e glicerina che levigano l’olfazione, addolcita dalla manifestazione degli esteri che si esprimono con una caramellina alla banana. Sul finale una punta di cosmetici che si materializzano con una sensazione di smalto ceroso. Siamo oltre la complessità!!

Una bocca dal tatto carnoso che si alleggerisce con una piacevole freschezza insaporendosi con punti di sapidità che saltano da una parte all’altra della lingua con un entusiasmo irrefrenabile.

Le sensazioni tattili sono rafforzate da una velata astringenza che definisce il gusto, rendendo consapevole il degustatore che la sua trasformazione è stata in rosso. Che vino!

Per me non è un’esperimento per me è scienza e questo Nesos è forte, diamico, preciso e bello quanto un’equazione matematica! Caro Massimo Decimo “Antonio” Meridio ad oggi sei l’Albert Einstein del vino!

Conclusioni

Tornando alla manifestazione è stata decisamente ben organizzata e consiglio a molti addetti ai lavori che se credono di snobbarla anche il prossimo anno, a me può fare solo che piacere…

Seguite Il Gusto Relativo su Instagram per vedere tutte le foto degli eventi. @ilgustorelativo

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