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Video Degustazione | Ciliegiolo 2017 – Valdonica

Valdonica mi è capitata, non era pianificato. Ero alla ricerca di una piccola casa estiva nella bella Toscana e Valdonica mi ha trovato. Sono rimasto incantato dalla bellezza di questo paesaggio dalla natura incontaminata

Martin Kerres

L’incontro con Valdonica non poteva non partire dalle parole di Martin Kerres, proprietario e custode della tenuta dal 2007.

Perché? Semplicemente, perché sono delle belle parole! In tutta onestà ancora oggi rimango colpito, esterrefatto, entusiasmato dalla passione e dallo stupore che i non indigeni di questo paese provano verso questo piccolo pezzo di mondo che porta il nome di Italia.

Per carità, lungi dal fare una autodeclamazione sulla fertile morfologia della bella penisola, però a volte basterebbe così poco per essere più etici, per esssere più attenti, per riconoscere la bellezza che abbiamo dietro l’uscio e come Martin innamorarcene.

D’altra parte, però, queste poche righe non sono un’invettiva verso una società distratta, pronta per un futuro alienato e pericolosamente distopico; queste poche righe, oggi, parlano di Valdonica, un’azienda vitivinicola in uno dei territori più incantanti: la Maremma.

Queste poche righe, appunto, partono dalle parole di un pediatra austriaco che ha deciso di fare il suo Wildbacher in una collina maremmana a 500 mslm.

Valdonica

Valdonica nasce nel 2009 con un impiato di 8 ettari per poi espandersi fino al raggiungimento di 15 ettari vitati, impiantati tra il 2017 ed il 2019. Oggi conta otto etichette in commercio, tutte trasformate da vitigni autoctoni come il Sangiovese, il Ciliegiolo ed il Vermentino.

È un’azienda che non si risparmia che fa un uso, a tratti, spavaldo del legno, piccolo e grande, barrique o tonneau, pochi mesi o anni che sia Sangiovese, Vermentno o Ciliegiolo fa poca differenza, se vogliono piazzare sul mercato un vino importante, qui il legno si usa!

Non solo legno, non solo rossi, non solo vini tipicamente di tradizione ma anche qualche rifermentato in bottiglia e soprattutto la loro spavalda trasformazione del Ballarino un Vermentino parzialmente macerato. Insomma un’azienda che sperimenta e che non ha paura di osare.

Il Ciliegiolo di Valdonica

Mille e trecento bottiglie numerate a mano per questo Ciliegiolo che inizia la sua macerazione alcolica con acini interi per 4 settimane. Matura 24 mesi in tonneau e poi altri 6 mesi in acciaio ed infine in bottiglia per la stabilizzazione. Si presenta come un campione.

Una cromaticità profonda che respinge la luce con fermezza. Un naso potente: alcolico e sotto spirito ma anche più elegante con accenni balsamici, iodati ed una piccantezza da capsaicina (peperoncino… rosso rosso). Note terziarie, poi, ne completano la complessità olfattiva. Al gusto appare come un stallone scalciante! È teso, molto teso. A tratti sembra quasi imbrigliato in delle redini dure, quasi metalliche, che ne oscurano un po’ la varietalità ma l’ossigenazione riporta questo vino ad una più tipica succulenza varietale che lo riequilibra.

La degustazione

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