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VISITA IN CANTINA / BEST ARTICLE

Visita in cantina: azienda vitivinicola Marulli

Vito è un vigneron. Ed è pure bravo. La vitivinicola Marulli

La vitivinicola Marulli

L’incontro con Vito è stato quello più interessante dell’interno tour enologico pugliese. Non v’è dubbio! Vito è un vigneron. Ed è pure bravo! Gestisce un’azienda vitivinicola familiare dalla terra alla comunicazione.

La vitivinicola Marulli (cognome della famiglia) nasce nel 1975 a Copertino, un piccolo comune della provincia di Lecce, alleva venti ettari di varietà che spaziano dal più tipico Negroamaro fino all’internazionale Chardonnay, «nella continua ricerca di un sodalizio tra semplicità e carattere».

Come al solito il mio racconto formale ed a tratti anche un po’ banalmente reiterativo, finisce qui. Chi mi legge sa che amo raccontare le aziende a modo mio. Lo stimolo nasce da dentro: informale, furioso e curioso. Quindi oggi vorrei raccontarvi la storia di Vito e della sua azienda di famiglia, soffermandomi su due parole. Quelle che, a mio avviso, raccontano – davvero – l’azienda Marulli: vigneron e vitivinicola.

Lettura semantica

Parto da vitivinicola; solo perché la “giustificazione” sarà obiettivamente più banale, a tratti forzata o forse voluta, probabilmente insignificante (come insignificante risulta – per la maggior parte del mondo “evoluto” – l’intera letteratura enoica) ma più semplice, meno metafisica, più ogettiva e meno soggettiva.

Queste pagine parlano di vino, eppure spesso mi capita di dover scrivere di: poderi, aziende agricole, tenute, tenimenti, estate (iˈstāt)… ma pochissime volte di vitivinicole. Ebbene questa parola, la cui genesi, è la somma di viti e vinicole è l’unica in grado di spiegare chi sei, cosa fai ma soprattutto cosa ti senti! Vite è uva… e se qualcuno se lo fosse dimenticato è la materia prima dalla quale si trasforma il vino! Vinicola è colei che si occupa di vino!

Eh si… Vito Marulli, insieme alla sua famiglia, “alleva” la vite (l’uva) e la sua azienda – vinicola – la trasforma per la produzione di vino. Viticulotori per passione, vinocultori di nome e di fatto!

Non giriamoci intorno, questo è quanto: Azienda vitivinicola Marulli!

La seconda parte della mia lettura semantica gira attorno al termine vigneron. In particolare quello che per me significa. Parto dicendovi che non ho mai fondamentalizzato il mio pensiero, in nessun contesto! Incontro – e lo faccio volentieri – piccoli, medi e grandi produttori. Passo dalla viticoltura di sussistenza alle imprese milionarie che producono migliaia di bottiglie l’anno, senza paura, senza preconcetti. Incontro, degusto, imparo (sempre qualcosa) e mi faccio un’idea.

Ecco, l’idea che ho del vigneron è quella del produttore impegnato, competente, a tratti radical chic, con una scarpa piena di fango e la camicia macchiata di mosto, un po’ brillo ma in verità sempre lucido, che ama la sua vigna e che non si perde un singolo passo del processo di trasformazione.

Questo, per me, è un vigneron. E questa è la sensazione che ho avuto conoscendo Vito. Competente, lucido ed efficace. Un gran lavoratore!

La degustazione

TENUTA PARAIDA 2019 • Copertino DOP Rosato • Negroamaro 100% • 12.5% vol.
Un ragazzaccio impertinente! Naso estroverso. Si sente forte come un adolescente che non ha paura di niente. Ti piazza subito una nota di sapone (per destabilizzarti), poi pian piano comincia ad infarinarti (farina) il naso, come a dire: «ehi, ho scherzato». Comincia ad imporsi con delle gomme, note di lampone, mora rossa, inacidendosi un po’ sul finire con una leggera puntina vinosa. Chiude con una buona nota vegetale che si mischia ad un buon estero (immaginate proprio la banana verde, ma verde eh…!). In bocca quasi, quasi non vorrebbe contenersi… Petillant eppure morbido e fresco. Vira su un gusto amaro, aiutato da una leggera astringenza che gli dà proprio tutto. Portatelo anche intorno agli 8 gradi per apprezzarlo d’estate perché la sensazione di calore è intensa.

CAPPUCCINI 2015 • Salento IGP • Primitivo 100% • età vigna oltre 50 anni • 14.5% vol.
Racconta già tanto, questo rosso di casa Marulli. Racconta la calda terra salentina e quelle sensazioni “nere” che quasi ti “appannano” il naso e che, per qualche motivo, ti ricordano quanto sole ci sia. Ciliegia nera, mora nera ed erba (assolata!). Spiccano, poi, note di panna e muffa con un’accenno biscottato che ricorda il cheeskake. Olfativa fumè, con dei ricordi di liquirizia nera ed a tratti idrocarburica. Bello! Gustativa particolare, un po’ abboccata, con un tannino morbido e piccante. Gusto-olfattiva balsamica e nera.

MENONE 2015 • Salento IGP • Negroamaro 100% • età vigna oltre 80 anni • 14.5% vol.
C’è qualcosa di più elegante in questo Negroamaro, lo si sente già dal naso. Un frutto più concentrato, ridotto in confettura (dal colore scuro, intenso). Tira la balsamicità accompagnata da una speziata – e dolce – noce moscata. Termina con un accenno di viola e vernice: dinamico, elegante e potente! In bocca si sente la sua bella dinamicità. Un sorso pieno, power, equilibrato con una succulenza (acidità) schiumosa Visita in cantina: Terradonnàed un tannino dal gusto amaro e dal tatto preciso.

MALASSISO Riserva 2015 • Copertino DOP • Negroamaro 70% Montepulciano 30% • 15% vol
Forse servirebbe un articolo dedicato per questo vino ma per ora vi riporto le poderose note di questo blend. Complesso? Di più! Prugna cotta mista ad una spruzzata di menta, carbone e legno inumiditi, cipria (ricorda degli eteri farinosi). Si allunga con note di erba iodata e sabbia per poi spingersi verso molecole più morbide – terziarie – che tirano fuori un pandoro con zucchero a velo, pan di spagna bagnato, fiori secchi ed un fico secco con una bella noce. Che bomba!!! Sorso netto e amaro, sottile, asciutto e con delle spigolosità limate. Una buona acidità rende il sorso succulento grazie al suo tatto leggermente spumoso ed il suo tono medio. Tannini fitti con un impatto deciso e voluminoso (pieno). Che gran bel vino! Uno dei pochi rossi pugliesi che ri-berrei molto volentieri.

Vito Marulli

Vito Marulli è indiscutibilmente il produttore che mi ha stupito di più nel tracciato enografico pugliese, è un vigneron, uno che si occupa della vite, uno che si occupa di vino, uno che la vite la trasforma in vino e le sue trasformazioni sono, indiscutibilmente, buone.

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